Il Coordinamento donne dell’ANPI aderisce alla manifestazione nazionale del 28 Settembre a Roma contro il Decreto Pillon

9 settembre 2019 Nessun commento »

Il testo dell’adesione e quello del documento con cui varie associazioni hanno promosso la manifestazione prevista per il 28 settembre alle ore 14.30 in Piazza della Repubblica a Roma

Coordinamento donneAnche il Coordinamento Nazionale Donne ANPI aderisce alla manifestazione del 28 settembre a Roma per dire “No Pillon e DDL collegati”. Saremo in piazza insieme ai Movimenti Femministi, alle Associazioni di donne, i Centri antiviolenza, i Collettivi e le Organizzazioni che l’hanno indetta, perché convintamente contrarie a questo devastante progetto politico che annullerebbe i diritti conquistati con anni di lotte, ridefinendo i rapporti sociali in chiave illiberale e sessista.

Il documento della manifestazione:

“Siamo le donne che hanno lottato per il nuovo diritto di famiglia, per il divorzio e la legge 194.

Siamo le donne che hanno definito lo stupro reato contro la persona e non contro la morale, lottando per cancellare le norme ereditate dal codice fascista Rocco insieme al delitto d’onore, al matrimonio riparatore, allo ius corrigendi del marito, titolare di ogni potere su moglie e figli.

Siamo le donne che da sempre si battono contro la violenza maschile fuori e dentro la famiglia.

Siamo le donne dei Centri antiviolenza femministi.

Siamo le donne che hanno lottato per il diritto al lavoro, per il valore e il rispetto del lavoro, per la centralità e il valore sociale della maternità, per i congedi di maternità e paternità, per un welfare solidale e non basato su nonne e nonni.

Siamo le donne che si prendono cura delle persone, delle comunità, dei territori.

Siamo coloro che tengono davvero al centro il benessere e la serenità di bambine e bambini perché è grazie a noi che bambini e bambine sono diventati soggetti di diritto.

Siamo le famiglie in tutte le possibili declinazioni.

Siamo le donne e gli uomini giovani, che vorrebbero lavorare e non emigrare, che rivendicano il diritto di poter decidere se, dove, come e quando costruirsi una famiglia.

Siamo le donne e gli uomini che danno vita giorno per giorno a una società accogliente inclusiva aperta e giusta con donne e uomini migranti.

Siamo donne e uomini scesi in piazza come e con soggettività transfemministe e lgbtq+ per una società di piena cittadinanza umana.

Siamo i padri e gli uomini responsabili e civili che non si riconoscono nella strategia e nella retorica vendicativa della lobby dei padri separati.

Siamo coloro che rifiutano la menzogna dell’alienazione parentale, in accordo con tutta la comunità scientifica internazionale e siamo contro chiunque manipoli bambini e bambine per il proprio tornaconto personale o professionale.

Siamo qui ancora una volta per ribadire:

Non si torna indietro sui diritti e la libertà di scelta. Non si usano bambini e bambine contro i genitori!

Nessun testo unificato su separazione, mediazione obbligatoria bigenitorialità, mantenimento diretto.

Manifestazione nazionale a Roma

sabato 28 settembre ore 14.30 Piazza della Repubblica

Movimenti Femministi, Associazioni di donne, Centri antiviolenza, Collettivi, Organizzazioni.

“NO alla celebrazione, il 12 Settembre a Ronchi, dell’avventura nazionalista fiumana”

9 settembre 2019 Nessun commento »

Manifesto_12_settembre.jpg.742x742_q85L’APPELLO – Scarica l’appello Manifesto_12_settembre.pdf [146.4 KB]

Aderiscono all’Appello:

ANPI Nazionale

ANPI Regionale F.V.G.

ANPI Provinciale Pordenone.

ANPI Provinciale Trieste.

ANPI Provinciale Udine.

ANPI Sezioni Provincia di Gorizia.

ANPI Sezioni bassa friulana (Terzo di Aquileia, Cervignano, Aquileia, Fiumicello-Villa Vicentina, Ruda).

ANPI Sezioni Aiello, Campolongo, Tapogliano.

Centri Isontino di Ricerca e Documentazione storica e sociale “Leopoldo Gasparini” -Gradisca d’Isonzo-

Partito Democratico Isontino

Partito Democratico Circolo di Ronchi dei Legionari

Rifondazione Comunista-Sinistra Europea Federazione di Gorizia

Rifondazione Comunista Circoli di Ronchi e Fogliano

Potere al Popolo Isontino -Monfalcone

Associazione Slovena Jadro -Ronchi dei Legionari-

COBAS scuola F.V.G

Carla Nespolo: “Occorre una svolta democratica e costituzionale”

9 settembre 2019 Nessun commento »

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI sugli sviluppi della crisi di Governo

Crala NespoloLa primissima preoccupazione di un nuovo Governo deve essere il contrasto radicale al clima d’odio e di razzismo presente oggi nel Paese e ai provvedimenti che hanno contribuito a determinarlo; per questo vanno cancellati i decreti sicurezza. Occorre una svolta democratica e costituzionale, ispirata al valore della dignità, dei diritti umani, della parità di genere, del lavoro, della difesa dell’ambiente, dell’europeismo. Questo è il quadro di principio del Governo che auspico. Tali obiettivi sono molto più importanti dei nomi delle persone il cui compito sarà quello di realizzarli. Ciò che conta è l’affidabilità democratica e costituzionale, senza veti o pregiudiziali. Davanti al rischio di un Governo guidato da una destra pericolosa, autoritaria e razzista e dell’aggravarsi del clima di odio, auspico una soluzione positiva e unitaria

Carla Nespolo – Presidente nazionale ANPI

26 Agosto 2019

 

Atlante stragi nazifasciste | Progetto di ricerca ANPI-INSMLI

15 luglio 2019 Nessun commento »

Atlante stragiNel 2009 il governo italiano e quello della Repubblica Federale Tedesca hanno insediato una Commissione storica congiunta (composta da 5 membri tedeschi e 5 membri italiani) con il mandato di elaborare un’analisi critica della storia e dell’esperienza comune durante la seconda guerra mondiale, così da contribuire alla creazione di una nuova cultura della memoria. A seguito delle raccomandazioni avanzate dalla Commissione nel dicembre 2012 a conclusione dei suoi lavori, il Governo della Repubblica Federale Tedesca si è impegnato a finanziare una serie di iniziative tese a valorizzare la storia e la memoria dei rapporti fra i due paesi nel corso del conflitto, con l’istituzione presso il Ministero federale degli affari esteri di un “Fondo italo-tedesco per il futuro”. Rientra fra queste iniziative la presente ricerca, promossa in collaborazione dall’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI) e dall’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI), che ha permesso di definire un quadro completo degli episodi di violenza contro i civili commessi dall’esercito tedesco e dai suoi alleati fascisti in Italia tra il 1943 e il 1945.

L’Atlante delle stragi naziste e fasciste – che raccoglie i risultati della ricerca condotta – si compone di una banca dati e dei materiali di corredo (documentari, iconografici, video) correlati agli episodi censiti, ospitati all’interno del sito web. Nella banca dati sono state catalogate e analizzate tutte le stragi e le uccisioni singole di civili e partigiani uccisi al di fuori dello scontro armato, commesse da reparti tedeschi e della Repubblica Sociale Italiana in Italia dopo l’8 settembre 1943, a partire dalle prime uccisioni nel Meridione fino alle stragi della ritirata eseguite in Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige nei giorni successivi alla liberazione. L’elaborazione su base cronologica e geografica dell’insieme dei dati censiti ha consentito la definizione di una ‘cronografia della guerra nazista in Italia’, che mette in correlazione modalità, autori, tempi e luoghi della violenza contro gli inermi sul territorio nazionale.

L’indagine storica è stata condotta a livello locale da un gruppo di oltre 90 ricercatori, che si è avvalso – oltre che dei risultati delle precedenti stagioni di ricerca, relativi in particolare a Puglia, Campania, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte – di tre serie di fonti comuni a livello nazionale: la banca dati degli episodi di violenza sui civili compiuti durante l’occupazione tedesca in Italia, elaborata dalla Commissione storica italo-tedesca sulla base delle relazioni dei carabinieri reperite presso l’Archivio dell’ufficio storico dello stato maggiore dell’esercito e l’Archivio storico dei carabinieri di Roma; il Registro generale delle denunce per crimini di guerra raccolte a partire dal 1945 presso la Procura Generale Militare di Roma (illegalmente archiviate nel 1960), reperito dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause dell’occultamento dei fascicoli relativi a crimini nazifascisti (XIV Legislatura); le sentenze e i fascicoli dei procedimenti giudiziari dibattuti presso i Tribunali militari nel corso dell’ultima stagione processuale (dal 1994 ad oggi).

I risultati dell’indagine hanno permesso di censire oltre 5000 episodi, inseriti nella banca dati, per ognuno dei quali è stata ricostruita la dinamica degli eventi, inserita nello specifico contesto territoriale e nelle diverse fasi di guerra, e accertata l’identità delle vittime e degli esecutori (quando possibile). A partire da alcune acquisizioni storiografiche consolidate – la presenza di un sistema degli ordini che legittima la violenza sui civili; i massacri come prodotto di un’ideologia espansionistica di stampo razziale, quella nazista, che mira a destrutturare i confini geografici e la dimensione sociale dell’Europa – la ricerca ha posto in evidenza l’intreccio fra le violenze perpetrate contro la popolazione inerme e gli obiettivi che l’esercito tedesco si poneva nei diversi tempi e spazi della guerra in Italia. Fra questi, la lotta contro gruppi di resistenza armata, considerati – in particolare quelli di matrice comunista – promotori di una guerra per bande illegittima e irregolare, che non si faceva scrupolo di utilizzare quali soggetti attivi dello scontro donne e bambini; le campagne di punizione degli oppositori politici; il disegno di sfruttamento delle risorse umane ed economiche, attuato attraverso i rastrellamenti e la deportazione di civili inviati al lavoro coatto; le operazioni di ripulitura del territorio in prossimità delle linee difensive e dei percorsi della ritirata; il rapporto di collaborazione con uomini e strutture repressive e amministrative della Repubblica sociale, a volte protagonisti di una propria autonoma strategia stragista.

Atlante stragi nazifasciste | Progetto di ricerca ANPI-INSMLI

Libro Atlante stragi

Oltre a stragi tragicamente note, come quelle di Monte Sole e di Sant’Anna di Stazzema, il periodo compreso fra l’8 settembre del 1943 e la fine della guerra ha visto cadere sotto il fuoco tedesco e fascista un grande numero di italiani, in larga misura cittadini estranei alla lotta partigiana, vittime di rastrellamenti o rappresaglie, ma in parte anche antifascisti e partigiani inermi, già catturati e disarmati ed eliminati in una spietata politica del terrore. Molti di questi episodi non erano stati finora indagati a fondo, mentre da una loro valutazione complessiva e comparazione è possibile dedurre informazioni sulle strategie di guerra dei tedeschi e sul ruolo dei fascisti repubblicani. Risultato di un censimento svolto su oltre cinquemila casi di violenza perpetrati ai danni della popolazione civile e dei partigiani inermi, questo volume fornisce una mappa completa e ragionata delle stragi che hanno insanguinato l’Italia, analizzandole dal punto di vista geografico e storiografico. Accanto alla ricostruzione degli avvenimenti, sono presi in esame i contesti nei quali le stragi ebbero luogo, il ruolo dei responsabili, le dinamiche delle azioni partigiane, le strategie di sopravvivenza dei civili, ponendo in rilievo i nessi fra i singoli episodi e gli obiettivi dell’esercito tedesco in Italia. «Zone di guerra, geografie di sangue» mette a disposizione di studiosi, studenti e interessati alla storia nuove informazioni e interpretazioni sulla «guerra ai civili». Gianluca Fulvetti, ricercatore di Storia contemporanea all’Università di Pisa, è stato direttore dell’Istituto della Resistenza di Lucca ed è membro del Comitato scientifico dell’Insmli (Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia). Si occupa da anni della storia della società italiana durante la Seconda guerra mondiale, con particolare riferimento alle violenze di guerra e al ruolo delle istituzioni ecclesiastiche. Paolo Pezzino, già professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Pisa, negli ultimi anni si è occupato prevalentemente di massacri di civili nella Seconda guerra mondiale. Con il Mulino ha pubblicato, fra gli altri, «Anatomia di un massacro» (2007), «Sant’Anna di Stazzema» (2013) e, assieme a Luca Baldissara, «Il massacro. Guerra ai civili a Monte Sole» (2009).

Zona rossa

15 luglio 2019 Nessun commento »

Zona rossa

Una Piazza per la Brigata Maiella, a Montesilvano!

15 novembre 2017 1 commento »

Di seguito il comunicato dell’ANPI, sezione “Fratelli Gialluca”, che propone di intitolare la piazza alla storica Brigata.

Anpi Sezione Pescara

“Negli ultimi giorni è entrato nel dibattito cittadino il tema dell’intitolazione della nuova piazza sita presso il cosiddetto “curvone” dei grandi alberghi in zona rivierasca a Montesilvano. La sezione ANPI “Fratelli Gialluca” propone, sperando che la stessa riscuota sentimento pubblico, che la stessa venga intitolata a alla Brigata Majella, i partigiani che con grandi meriti umani e militari hanno liberato diverse zone della nostra regione giungendo, mai sconfitti, sino a Bologna. La Brigata Majella non aveva colore politico, erano giovani abruzzesi che con coraggio solcarono le nostre montagne e compirono atti di eroismo unici e riconosciuti dagli alleati, erano abruzzesi, la quarta città d’Abruzzo ha la possibilità di rendere identitario, magari con l’erezione di un bel monumento, una piazza che nei mesi estivi è destinata a divenire il principale luogo d’aggregazione della città. La proposta giunge proprio a pochi giorni dalla scomparsa del figlio di Ettore Troilo, Nicola, che ci ha lasciato il 22 agosto scorso ad 87 anni. Invitiamo il Sindaco ed il Consiglio Comunale a prendere in considerazione tale proposta, che a cura della nostra associazione sarà oggetto di approfondimento e dibattito in città, con l’aiuto di storici e scrittori. Diamo valore alla nostra storia, diamo corpo alle nostre radici”.